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  • Lunedì 28, Martedì 29, Mercoledì 30, Giovedì 31
  • Ore 22.00 LUNEDì .......... MARTEDì e MERCOLEDì ore 16 - 18 - 20 - 22 ....... GIOVEDì ore 16 - 18 - 20

BLING RING

RegiaSofia Coppola
CastIsrael Broussard (Mark), Katie Chang (Rebecca), Taissa Farmiga (Sam), Claire Julien (Chloé), Georgia Rock (Emily), Emma Watson (Nicki), Leslie Mann (Laurie), Gavin Rossdale (Ricky), Carlos Miranda (Rob), Stacy Edwards (Debbie, madre di Mark), G. Mac Brown (Henry), Marc Coppola (Sig. Hall, padre di Mark), Janet Song (Madre di Rebecca), Annie Fitzgerald (Kate di Vanity Fair), Doug DeBeech (Adam)
GenereCOMMEDIA, DRAMMATICO, POLIZIESCO
Anno2013
NazioneUSA
DistribuzioneLUCKY RED
Durata90'
BLING RING
 
Soggetto: Nancy Jo Sales (articolo)
Sceneggiatura: Sofia Coppola
Fotografia: Harris Savides, Christopher Blauvelt
Musiche: Daniel Lopatin, Brian Reitzell
Montaggio: Sarah Flack
Scenografia: Anne Ross
Arredamento: Sara Parks
Costumi: Stacey Battat
Effetti: Zoic Studios
Tratto da: articolo di Nancy Jo Sales apparso su "Vanity Fair"
Produzione: ROMAN COPPOLA, SOFIA COPPOLA, YOUREE HENLEY PER AMERICAN ZOETROPE, NALA FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON PATHÉ DISTRIBUTION, TOHOKUSHINSHA FILM, TOBIS FILM, STUDIO CANAL, FILMNATION ENTERTAINMENT
  • La Storia
    spirato a fatti realmente accaduti, racconta le vicende di un gruppo ragazzi di Los Angeles ossessionati dai personaggi famosi e che attraverso Internet tentano di rintracciare le case delle celebrità per compiervi dei furti.
  • La Critica
    Sofia Coppola al suo quinto lungometraggio conferma la propria attrazione, che possiamo ormai definire autoriale, per il mondo dell'adolescenza. Dopo le vergini suicide e la giovane Scarlett Johansson lost in una translation esistenziale. Dopo l'inedito e coloratissimo ritratto di Marie Antoinette e la struggente solitudine della Cloe di Somewhere questa volta il suo sguardo si sposta su un gruppo di 4 fanciulle della City of Angels che coinvolgono un loro coetaneo, arrivato da fuori, nelle loro imprese.
    Forse il motivo è da ricercarsi nell'ombra che papà Francis Ford ha gettato con la sua imponente presenza sulla sua fase di passaggio dall'infanzia all'età adulta. Sta di fatto che gli eventi che erano accaduti qualche anno fa e ai quali la regista non aveva prestato un particolare interesse divengono ora un film. Lo sguardo della sempre più adulta Sofia non condanna i propri protagonisti. Compie un'azione ancor più dolente e incisiva: li osserva e descrive con il senso di impotenza di chi ha ben chiare le cause dell'amoralità che li pervade e al contempo si chiede se e come si possa tornare alla 'sana' trasgressione che ha segnato in tutte le epoche la fase dell'adolescenza. Perché ciò che più sconcerta, insieme alle loro dichiarazioni a posteriori desolatamente 'vere', è il compulsivo bisogno di Nicki, Sam, Mark, Chloe e Rebecca non di opporsi al mondo degli adulti ma di conformarvisi attraverso quegli oggetti e quei gadget che ne identificano a livello comunicativo il potere. È come se il potere ilusionistico dell'omologazione non avesse più dinanzi a sé alcun ostacolo nella propria marcia universale. Perché le vicende che qui si raccontano sono accadute negli Stati Uniti ma avrebbero potuto trovare cittadinanza pressoché ovunque.
    Da quando il desiderio di avere ha di gran lunga surclassato quello di essere, un virus sembra essersi annidato in ciò che resta delle coscienze. Sofia Coppola ce ne mostra una manifestazione utilizzando uno stile che sa, anche questa volta, adattare alla storia che ha deciso di raccontare.
    Abbandonati i tempi dilatati di Somewhere in The Bling Ring a dominare è il ritmo, quasi sempre incalzante e dettato dalla musica, di una coazione a ripetere la cui meta finale è il vuoto pneumatico interiore. Rivestito però dalle migliori griffes.
    Giancarlo Zappoli, Mymovies.it, agosto 2013

    (...) un'orgia di musica per uno stile fra il documentario e il televisivo, che racconta una certa adolescenza statunitense meglio di un trattato di sociologia. Ciò che ne viene fuori è un frullato di salutismo familiare mistico e sballo extra familiare anfetaminico, vita in diretta televisiva e vita interconnessa, feticismo da marchio e ansia da celebrità, complesso del gruppo e nevrosi da glamour. Una strepitosa Emma Watson (l'eroina di 'Harry Potter') riassume al meglio lo spirito di questa banda scervellata che non ha dalla sua nemmeno l'onestà professionale del rapinatore in quanto tale, ma soltanto il desiderio di esserci, di apparire. Una volta arrestata, il suo è il pentimento finto di chi comunque è arrivato all'obiettivo vero: è conosciuta, parlano di lei, rilascia interviste, va in televisione. (...) Al di là dei singoli personaggi, per la regista è però Los Angeles la vera protagonista della storia. (...) La cultura del tappeto rosso, dei reality familiari, delle grandi dimore, delle luci e delle sollecitazioni, del ritmo ossessivo.
    Stenio Solinas, 'Il Giornale', 17 maggio 2013

    Adolescenti terribili, versione yankee. Ragazzine senza scrupoli e senza paura; le abbiamo già viste messe in scena con furbizia e estro con Harmony Korine in 'Spring Breakers - Una vacanza da sballo', appena qualche mese fa. Questa volta lo fa Sofia Coppola che sul disagio femminile ha dato qualche bella prova in passato; lo fa con 'The Bling Ring' (apertura di gala del Certain Regard) racconto a sfondo morale tratto da un fatto di cronaca. Se con Korine le ragazze erano di provincia e si lasciavano trascinare dall'aria elettrica di Miami qui siamo in California e le famiglie sono borghesi, consolidate in un benessere evidente. (...) Sofia Coppola descrive bene l'universo californiano anche se a differenza di ciò che accadeva nel più convincente 'Somewhere' il racconto resta in superficie e alla fine il divertimento vero è vedere aprirsi davanti ai nostri occhi le vere ville di Paris Hilton, Kirsten Dunst, Orlando Bloom e Megan Fox o Lindsay Lohan. Nel quintetto spicca Emma Watson già Hermione Granger amica secchiona di Harry Potter.
    Andrea Martini, 'Nazione-Carlino-Giorno' 17 maggio 2013

    Di una bella biografia o autobiografia, pure di un bel saggio, diciamo 'si legge come un romanzo'. Poi andiamo al cinema, e quando leggiamo la dicitura 'tratto da una storia vera' siamo meglio disposti e più curiosi verso il film. Sembra una contraddizione, non lo è. Vogliamo che le faccende altrui siano esposte in modo che interessano a chi legge, non solo a chi scrive e a chi le ha vissute. (...) Ispirato a una storia vera è 'The Bling Ring', ultimo film di Sofia Coppola dopo 'Somewhere', Leone d'oro alla Mostra di Venezia quando il presidente della giuria era l'ex fidanzato Quentin Tarantino. (...) Sofia Coppola tira fuori dalla vicenda tutto quel che può. Gli snodi di sceneggiatura non sono il suo forte, è invece bravissima a smontare le storie in piccole scene, scambi di battute, comicità slapstick. Sono bravissimi gli attori, a cominciare da Emma Watson studentessa a domicilio, istruita da mamma Leslie Mann (nella vita, la signora Apatow) sui principi di un libro intitolato 'Il segreto'. (...) Usciti dalla proiezione, su Hollywood Reporter scopriamo l'anello mancante. Bella e pronta, la scena che avrebbe tolto 'The Bling Ring' (...) dalla categoria 'gioventù bruciacchiata'. Proiettandolo verso l'anima pop che Coppola possiede. Intervista a Paris Hilton, una delle derubate. Ha prestato la sua magione con tavernetta-night club e palo da lap dance per le riprese del film, fa anche una particina.
    Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 17 maggio 2013
  • Il Regista
    Nasce a NEW YORK (USA) il 12-05-1971, attrice e regista, ha respirato 'aria di cinema' fin da piccola, sotto l'ala protettiva del famoso padre Francis Ford. Ha iniziato come attrice apparendo, quasi neonata, nei primi due episodi della saga de "Il padrino". Nel terzo capitolo della serie (1990) ha interpretato il ruolo di Maria Corleone. Fra le altre sue interpretazioni sono da ricordare quelle in "Cotton Club" (1984) e "Star Wars: episodio I - La minaccia del fantasma" (1999). Ha lavorato anche come costumista e come produttrice. Da autrice e regista ha esordito nel 1998 con il corto "Lick the Star". "Il giardino delle vergini suicide" è il suo esordio alla regia di lungometraggi cinematografici. Nel 2003, grazie alla realizzazione di "Lost in Translation", da lei scritto, diretto e prodotto ha ricevuto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale (era stata candidata anche per il miglior film e la miglior regia). Una curiosità: è la terza donna ad essere stata candidata all'Academy Award come miglior regista, ma è la prima americana poiché le altre due sono Jane Campion (neozelandese) e l'italiana Lina Wertmüller. Nel 1999 ha sposato il regista Spike Jonze, ma nel settembre 2003 i due hanno presentato i documenti per il divorzio.


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