Rassegna
Rassegna
Rassegna
newsletter
forum
Rassegna
printmail  
  • Martedì 22, Mercoledì 23, Giovedì 24 Gennaio 2008
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

SETA

RegiaFrançois Girard
CastKeira Knightley (Hélène Joncour), Michael Pitt (Hervé Joncour), Alfred Molina (Baldabiou), Mark Rendall (Ludovic), Miki Nakatani (Madame Blanche), Leslie Csuth (Loiseau), Sei Ashina (L'amante), Marc Fiorini (Chabert), Kôji Yakusho
GenereDRAMMATICO, ROMANTICO
Anno2007
NazioneCANADA, FRANCIA, GIAPPONE, GRAN BRETAGNA, ITALIA
DistribuzioneMEDUSA
Durata112'
SETA
 
Soggetto: Alessandro Baricco (romanzo) Sceneggiatura: Michael Golding, François Girard Fotografia: Alain Dostie Musiche: Ryuichi Sakamoto Montaggio: Pia Di Ciaula Scenografia: François Séguin Costumi: Carlo Poggioli, Kazuko Kurosawa Effetti: Guillaume Murray
  • Note - PRESENTATO ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE'.
  • La Storia
    Francia, 1861. Un'epidemia sta distruggendo gli allevamenti di bachi da seta europei ed africani. Per questo motivo l'allevatore Hervé Joncour decide di andare in Giappone alla ricerca di nuovi esemplari sani per il suo allevamento, che sa di poter acquistare di contrabbando. I viaggi nel paese del Sol Levante saranno per lui occasione di un incontro che lo porterà via via sempre più lontano dalla cittadina di Lavilladieu e soprattutto dalla moglie Hélène.
  • La Critica
    Baricco? Pericolo. Dopo l'interminabile 'Leggenda del pianista sull'oceano' di Giuseppe Tornatore, ecco l'interminabile (ma, a rigor d'orologio, più breve) 'Seta', coproduzione italo-americo-giapponese diretta da François Girard, quello del vacuo 'Violino rosso'. (...) Si noti che la vicenda, fra 1861 e 1875, si conclude senza un cenno alla disfatta francese nella guerra contro la Prussia!.
    Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 22 ottobre 2007

    La trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Alessandro Baricco, è messa in scena da François Girard (Il violino rosso) con grande attenzione alle immagini, alla ricostruzione storica, alla musica, di cui il regista è grande appassionato. Lo sviluppo è quasi completamente lasciato alla forma, tralasciando l'approfondimento dei rapporti tra i personaggi, che vivono singolarmente una relazione indipendente coi colori, sensazioni e ambienti, arricchiti dalla colonna sonora di Sakamoto, ponte fra Oriente e Occidente. Michael Pitt (The Dreamers) osserva monoespressivo il mondo che lo circonda, e anche la buona interpretazione di Keira Knightley (il ruolo è nelle sue corde), non riesce a distaccarlo da un'emozione senza sfaccettature.
    Un progetto complesso come Seta si risolve in un "Feuilletton" fra l'amore quotidiano e il fascino per l'ignoto (la seta è un veicolo che conduce il protagonista verso ciò che è sconosciuto) che vorrebbe innalzarsi attraverso le emozioni sospese di un patinato formalismo, e che ricade invece su se stesso, fagocitato dal Giappone, protagonista chiave della storia, rigoroso nei rituali e lirico nelle immagini.
    Mattia Nicoletti, Mymovies.it, 2007

    "L'adattamento di Girard si sforza di isolare uno dei tanti fili di seta intessuti da Baricco, di cui è noto lo stile arabesco ed affettato. Lo scrittore torinese s'è formato come bravo musicologo, s'è scoperto ottimo comunicatore televisivo con programmi di divulgazione letteraria e operistica, s'è inventato scrittore, piegando il suo talento di critico all'arte della scrittura, senza esserne da questa davvero attraverso. La sua scrittura piace però non s'adatta al cinema. Girard fa di tutto per tenere in piedi il film, come stendere un velo musicale infinito, o riportando frasi staccate dal libro che restituiscono l'orizzonte letterario di Baricco e, ora, quello cinematografico di Girad.
    Dario Zonta, 'L'Unità', 22 ottobre 2007

    "Quanto dura oggi un regista? Quanto tempo resta originale un talento sul mercato internazionale? Poco, pochissimo. A meno che non si garantisca una totale indipendenza, oggi anche il cineasta più dotato sposa rapidamente le leggi e i gusti di un mercato sempre più globalizzato (e omologato). E non succede solo a Hollywood. Succede anche in film apparentemente "d'autore" che puntando alle grandi platee finiscono per essere incolori e insapori come quei piatti internazionali che troviamo in tutti i ristoranti del mondo. L'ultimo esempio di questa tendenza è il fastoso 'Seta', tratto dal bestseller di Alessandro Baricco e diretto dal François Girard di '32 piccoli film su Glenn Gould' e 'Il Violino rosso'. Grande storia, grandi ambizioni, grande cast (Michael Pitt, Keira Knightley, Alfred Molina). E sontuose ambientazioni: Francia, Egitto, Giappone. (...) Alla fine sembra di non essersi mossi da casa. Non per mancanza di mezzi, anzi, mai visto scene e costumi più accurati, ma per mancanza di stile, tensione, inventiva. Ogni gesto, ogni dialogo, ogni passaggio narrativo è scritto, inquadrato, illuminato, recitato e soprattutto messo in scena con tanta laboriosa inerzia che sembra di avere già visto il film (e i suoi paesaggi) mille volte. Del resto, tutto in Seta è bello, le case e i giardini, i boschi e le montagne, i kimono e gli strani abiti di paglia con cui i contadini giapponesi si riparano dal gelo, il modo in cui la misteriosa geisha serve il tè, i colpi magistrali che Alfred Molina esegue al biliardo, o la misteriosa lettera in giapponese che Pitt si fa tradurre dalla tenutaria nipponica di un bordello di Lione... Eppure da questo insieme di perfezioni si alza un tedio che ha un solo nome: kitsch. Il neo-kitsch internazionale distillato da questo cinema tutto uguale, che anziché farci viaggiare per il mondo sembra rimpicciolirlo e addomesticarlo.
    Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 ottobre 2007

    Il film medio, manierato, elencazioni di fatti: i tre viaggi in Giappone alla ricerca di uova di bachi da seta, l'incontro e la passione per una bella donna asiatica, la lettera d'addio scritta in giapponese dalla fedele moglie del protagonista che sapeva, taceva, moriva, la costruzione d'un giardino di fiori bianchi, le fortune e le sfortune della fabbricazione della seta. Neppure per un attimo l'atmosfera si eleva a sfiorare la poesia, lo stile o semplicemente l'interesse.
    Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 ottobre 2007

    Seta, è il film che dopo cinque anni di vani tentativi è riuscito nell'improcrastinabile missione di trasporre sullo schermo l'omonimo best-seller di Alessandro Baricco: in casi consimili sembrerebbe superfluo sfoderare il gergo dell'esperto perché, al tirare delle somme, l'unico giudizio interessante sarà emesso dalla cassa degli speranzosi botteghini. Si può provare a misurare, però, la distanza che corre tra un vero prodotto popolare, pensato, fotografato e diretto in grande con onesto trasporto stilistico-commerciale e, appunto, 'Seta', un centone pretenzioso, melenso, mal recitato, approssimativo e fumettistico persino nei risvolti acculturati. Baricco è uno scrittore di (cospicua) cassetta che non s'accontenta della stessa, ma vorrebbe anche la benedizione del partito critico democratico; chissà se il medesimo tormento toccherà al canadese Francois Girard, regista stordito dai sapori forti e dalle spezie esotiche profuse a piene mani da Baricco. (...) I viavai tra la linda e industriale Lavilledieu e le nevose capanne dove s'annida la trascinante promessa d'erotismo sono cadenzati sulla falsariga delle fiction a puntate della tv, con tanto d'impaginazione patinata e apoteosi passionali a bagnomaria onirico; ma, per la verità, la cosa più molesta è la pretesa di volerci applicare con lo skotch una didascalia «nobile» sull'incontro/scontro tra civiltà diverse.
    Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 ottobre 2007
  • Il Regista
    Nato a St-Felicien, Quebec, Canada nel 1963. Innovativa e avventurosa è l’opera del regista e scrittore FRANCOIS GIRARD che sfida le convenzioni in ogni occasione e supera i confini tradizionali. Cinema, teatro, opera, riprese di esibizioni e concerti, video e pubblicità. I progetti di Girard hanno ricevuto oltre 80 premi internazionali e l’apprezzamento degli spettatori di tutto il mondo.
    Nel 1993, il suo originalissimo Trentadue piccoli film su Glenn Gould ha spazzato via il format convenzionale dei film biografici. Cinque anni dopo ha vinto il Premio Oscar con il film The Red Violin (Il violino rosso) che mescola sullo schermo molte delle sue passioni artistiche: romanzo, musica, storia, tragedia.
    Tra un film e l’altro realizza per la televisione gli adattamenti dell’opera di Gilles Maheu Le Dortoir, Le Jardin Des Ombres e Souvenirs d’Othello; il film concerto Peter Gabriel’s Secret World, candidato ai Grammy Award; The Sound of the Carceri, uno dei sei episodi della serie televisiva di successo internazionale Yo Yo Ma, Inspired by Bach. Seta è il secondo adattamento che realizza da un testo di Alessandro Baricco, nel 2002 aveva diretto l’opera teatrale Novecento al Festival di Edimburgo, ottenendo per due anni consecutivi l’ Herald Angels Awards per la migliore produzione.
    Tra Il violino rosso e Seta, Girard ha portato a teatro The Trial di Franz Kafka, l’oratorio moderno Lost Objects presso l’Accademia di Musica di Brooklyn e Siegfried di Wagner per la Canadian Opera Company.


ARCHIVIO FILM

IL VENTO FA IL SUO GIRO
di Giorgio Diritti

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni
di Cristian Mungiu

FUNERAL PARTY
di Frank Oz

FAST FOOD NATION
di Richard Linklater

I TESTIMONI
di André Téchiné

SICKO
di Michael Moore

CONFETTI
di Debbie Isitt

UN'ALTRA GIOVINEZZA
di Francis Ford Coppola

SAPORI E DISSAPORI
di Scott Hicks

ESPIAZIONE
di Joe Wright

2 GIORNI A PARIGI
di Julie Delpy

MICHAEL CLAYTON
di Tony Gilroy

NELLA VALLE DI ELAH
di Paul Haggis

BECOMING JANE
di Julian Jarrold

QUEL TRENO PER YUMA
di James Mangold

I VICERÉ
di Roberto Faenza

IRINA PALM
di Sam Garbarski

SETA
di François Girard

SLEUTH - GLI INSOSPETTABILI
di Kenneth Branagh

GIORNI E NUVOLE
di Silvio Soldini

ELIZABETH: THE GOLDEN AGE
di Shekhar Kapur

LA GIUSTA DISTANZA
di Carlo Mazzacurati

WAITRESS - RICETTE D'AMORE
di Adrienne Shelly

PARANOID PARK
di Gus Van Sant

CARAMEL
di Nadine Labaki

BIANCO E NERO
di Cristina Comencini

SOGNI E DELITTI
di Woody Allen

LEZIONI DI CIOCCOLATO
di Claudio Cupellini

CAOS CALMO
di Antonello Grimaldi

LEONI PER AGNELLI
di Robert Redford

LA FAMIGLIA SAVAGE
di Tamara Jenkins

LONTANO DA LEI
di Sarah Polley

I PADRONI DELLA NOTTE
di James Gray

IL CACCIATORE DI AQUILONI
di Marc Forster

JUNO
di Jason Reitman