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  • Martedì 29, Mercoledì 30 Aprile, Giovedì 1 Maggio 2008
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

LONTANO DA LEI

RegiaSarah Polley
CastJulie Christie (Fiona), Gordon Pinsent (Grant), Olympia Dukakis (Marian), Murphy Aubrey (Michael), Kristen Thomson (Kristy), Wendy Crewson (Madeleine), Alberta Watson (Dottor Fischer), Deanna Dezmari (Veronica), Clare Coulter (Phoebe Hart), Thomas Hauff (William Hart), Grace Lynn Kung (Betty), Lili Francks (Theresa), Andrew Moodie (Liam), Judy Sinclair (Sig.ra Albright), Tom Harvey (Michael), Carolyn Hetherington (Eliza), Stacey Laberge (Fiona da giovane)
GenereDRAMMATICO, ROMANTICO
Anno2007
NazioneCANADA
DistribuzioneVIDEA CDE
Durata110'
LONTANO DA LEI
 
Soggetto: Alice Munro Sceneggiatura: Sarah Polley Fotografia: Luc Montpellier Musiche: Jonathan Goldsmith Montaggio: David Wharnsby Scenografia: Kathleen Climie Arredamento: Mary Kirkland Costumi: Debra Hanson Effetti: Sam Komaromi, Michael Gagnon (Michel Gagnon), Performance Solutions, Technicolor Creative Services
  • Note - PRESENTATO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007) NELLA SEZIONE 'PANORAMA SPECIAL'.
    - GOLDEN GLOBE 2008 A JULIE CHRISTIE COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI UN FILM DRAMMATICO.
    - CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA E SCENEGGIATURA NON ORIGINALE.
  • La Storia
    Fiona e Grant Anderson sono sposati da 50 anni ed hanno condotto insieme un'esistenza abbastanza felice. Tuttavia, i due anziani coniugi si trovano costretti ad affrontare una dura realtà: le continue dimenticanze di Fiona sono dovute al morbo di Alzheimer e insieme decidono che è giunto il momento per lei di ricoverarsi presso una clinica specializzata. Grant deve accettare, per rispetto delle regole della clinica, la lontananza dalla moglie per un periodo prolungato e quando si reca alla casa di cura per farle visita, si trova di fronte un'amara sorpresa. Lei non ricorda più nulla del suo passato ed ha trovato conforto nell'amicizia con un altro ospite della clinica, Aubrey, un uomo muto costretto su una sedia a rotelle. Quando Marian, la moglie dell'uomo, che sta vivendo la stessa esperienza di Grant, riporta a casa il marito, Fiona si dispera e cade in un profonda depressione. Per amore della sua Fiona, Grant continua a starle vicino ma si troverà forse costretto a sacrificare se stesso.
  • La Critica
    Due corpi anziani abbracciati a letto, l'ultimo ballo, l'ultimo rossetto, una valigia singola nella speranza che altro non serva: il film che Sarah Polley ha tratto da un racconto di Alice Munro commuove da subito. (...) Attrice nei toccanti 'La mia vita senza me' e 'La vita segreta delle parole', la canadese Polley tratta la malattia con sensibile profondità asciutta, come nel trascurato 'La famiglia Savage'. Julie Christie protende lo splendido viso a braccare dignità da ogni luce, come i girasoli del Dottor Zivago.
    Alessio Guzzano, 'City', 15 febbraio 2008

    'Lontano da lei ha un'attrice superba, Julie Christie, candidata all'Oscar. E' la 'lei' del titolo. (...) Un melodramma tenuto sempre sulla corda da una regista esordiente, Sara Polley attrice di buona filmografia. La Polley ha conosciuto Julie Christie sul set di 'La vita segreta delle parole', e da quando ha letto il racconto di Alice Munro 'The bear came over the mountain', non ha fatto che pensare a lei come protagonista del film. E ha fatto bene perché la Christie è perfetta. Il volto diafano, bellissimo, di una donna che s'avvicina ai settanta senza aver alterato in nulla i suoi lineamenti e contorni. Il suo personaggio evapora un po' alla volta. Rimangono le 'parole' a definire le emozioni, a cercare di fermare qualcosa.
    Dario Zonta, 'L'Unità', 15 febbraio 2008

    Immerso nella cornice innevata del grande inverno nordico, narrato con essenziale delicatezza, 'Lontano da lei' si avvale di un ottimo cast, ma su tutti domina la Christie con il suo sguardo disarmante e il suo intramontabile fascino.
    Alessandra Levantesi, 'la Stampa', 15 febbraio 2008

    Gli attori, nei ruoli dei senescenti, sono credibili quanto le snelle ventenni che fanno pubblicità ai dimagranti, ma l'inizio è tollerabile. Poi lei, moglie in cachemire d'un intellettuale canadese va in confusione e all'ospizio. Qui s'innamora di un ricoverato meno intellettuale dell'attonito marito... La noia è profonda quanto è alta la neve del Canada.
    Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 15 febbraio 2008

    Per l'occasione assistiamo alla sorprendente rimonta di una diva presente sugli schermi da quasi mezzo secolo e definita da Al Pacino 'la più poetica di tutte le attrici'. Un entusiasmo non condiviso da tutti perché Julie ha spesso suscitato critiche feroci. (...) Senza essere il capolavoro di cui si è parlato, questo film lindo e rispettabile ci regala un' interpretazione davvero straordinaria di colei che fu l' ispiratrice di 'Il dottor Zivago'. Ancora bellissima benché in viaggio verso i settanta, Julie Christie non ricorre ai trucchi di mestiere che gli attori utilizzano nel rappresentare la malattia. A differenza del gran mattatore positivista Ermete Zacconi, che ricostruì la paralisi progressiva di 'Osvaldo negli Spettri' frequentando gli ospedali, Julie cerca la dolente verità del personaggio dentro se stessa. In attesa di sapere se fra una settimana le daranno l' Oscar, non perdetevela.
    Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 15 febbraio 2008

    Già attrice di film struggenti ma pudichi, Sarah arriva alla regia provenendo da una buona scuola: il cinema di Atom Egoyan, che 'Lontano da lei' ricorda nelle fredde luci invernali. Guardandoci dal mettere sotto sequestro le nostre emozioni, questa dolceamara storia di tramonto ha il coraggio di parlarci di cose come il tempo che passa e le sue ferite, l'amore e la solitudine, il dolore e la pietà. Certo, non c'è molta regia. Però gli interpreti sono magnifici e di Julie Christie, grande nel fascino come nella compassione, si può davvero dire che è rinata una stella.
    Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 febbraio 2008
  • Il Regista
    Nasce a TORONTO, Ontario (Canada) il 08-01-1979. E' la più giovane di cinque figli di una coppia di attori, Michael e Diane Polley (quest'ultima è morta di cancro quando Sarah aveva solo undici anni). Ha iniziato a recitare a 4 anni, diventando presto una star della tv. Dopo alcune apparizioni sul grande schermo, a 8 anni è la protagonista di "Le avventure del Barone di Munchaisen" (1988) di Terry Gilliam, che lei ricorda come un'esperienza da incubo. Bambina prodigio, è precocissima in tutto. A 12 anni, nel periodo della guerra del Golfo, partecipando a una premiazione per bambini a Washington si rifiuta di aderire alla richiesta dei rappresentanti della Disney di togliersi un ciondolo con un simbolo pacifista (da allora è sulla loro lista nera). A 14 anni abbandona la scuola e studia da autodidatta, lascia la casa paterna e va a vivere prima con degli amici e poi con il fidanzato scrittore. A quindici anni si allontana anche dal cinema, poiché sente che quel mondo le ha creato dei problemi. Ha dichiarato: "Lo prendevo come un gioco, nessuno mi obbligava a farlo, ma ciò non vuol dire che non mi abbia danneggiato. Quando reciti assumi un ruolo, impari che essere qualcun altro è il modo per ottenere approvazione. In un bambino, crea inevitabili problemi di identità. I miei genitori, nonostante facessero lo stesso lavoro, non sono stati in grado di prevederlo". Si aggrega a un movimento di attivisti politici che lotta per i diritti sociali, l'educazione e la salute pubblica. Nel 1997 torna a lavorare per il cinema con il film di Atom Egoyan "Il dolce domani", presentato al Festival di Cannes, perché sente di poter essere socialmente utile recitando in una pellicola in cui vengono affrontati i temi per cui si è spesso battuta. Da allora ha ricominciato a recitare scegliendo però le produzioni indipendenti. Attualmente vive a Toronto con il padre e continua a collaborare con la Canadian Peace Alliance.


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