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  • Lunedì 13, Martedì 14, Mercoledì 15, Giovedì 16
  • Ore 22.00 LUNEDì ...... MARTEDì e MERCOLEDì ore 16 - 18 - 20 - 22 ..... GIOVEDì ore 16 - 18 - 20

IN SOLITARIO

RegiaChristophe Offenstein
CastFrançois Cluzet (Yann Kermadec) Samy Seghir (Mano Ixa ) Virginie Efira (Marie Drevil) Guillaume Canet (Frank Drevil) Karine Vanasse (Mag Embling) Arly Jover (Anna Bruckner) Josè Coronad (José Monzo) Dana Prigent (Léa Kermadec) Jean-Paul Rouve (Denis Juhel) Guillaume Nicloux (Direttore di gara) Emmanuelle Bercot (Medico di gara) Philippe Lefebvre (RaphaëL Keriou) François Jerosme (Animatore) Lucas Bonnifait (Organizzatore Team DCNS) Laure Duthilleul (Preside della scuola) Léa Fazer (Madre)
GenereAVVENTURA
Anno2013
NazioneFRANCIA
DistribuzioneLUCKY RED
Durata96'
IN SOLITARIO
 
Soggetto: Frédéric Petitjean
Sceneggiatura: Jean Cottin, Christophe Offenstein
Fotografia: Guillaume Schiffman
Musiche: Víctor Reyes Patrice Renson (collaborazione)
Montaggio: Véronique Lange
Scenografia: Thierry Chavenon
Costumi: Muriel Legrand
Produzione: GAUMONT, LES FILMS DU CAP, IN COPRODUZIONE CON SCOPE PICTURES, A CONTRACORRIENTE FILMS, TF1 FILMS PRODUCTION, CON LA PARTECIPAZIONE DI CANAL+, CINE+, TF1
  • Note - IN CONCORSO ALLA VIII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2013) NELLA SEZIONE 'ALICE NELLA CITTÀ'.
  • La Storia
    Yann Kermadec vede il proprio sogno realizzarsi quando è chiamato a sostituire l'infortunato Frank Drevil, principale skipper della squadra velica "DCNS", nella difficilissima regata Vendée Globe. Si tratta per lui, ormai più che cinquantenne, di un'occasione unica. Durante la gara, che consiste in una circumnavigazione del globo terrestre in solitaria, Yann è costretto a fare una sosta di emergenza a Capo Verde per riparare la propria imbarcazione danneggiata. Dopo essere ripartito, l'uomo scopre a bordo un viaggiatore clandestino: l'adolescente Mano Ixa, originario della Mauritania. Sebbene corra il rischio di essere squalificato, Yann decide di portare con sé il ragazzo e il viaggio si trasformerà in un'esperienza che cambierà per sempre le vite di entrambi.
  • La Critica
    L'universo un po' spaccone delle regate transatlantiche è contenuto sullo sfondo e anzi viene trattato, con il suo imponente contorno di apparati finanziari, tecnologici, pubblicitari, con un velo d'ironia. (...) Montaggio serratissimo senza esibizioni, semplicità senza enfasi, ma anche qualche superficialità.
    Paolo d'Agostini, 'la Repubblica', 21 novembre 2013

    Un'impresa sportiva che si trasforma in una straordinaria avventura umana attraverso un viaggio interiore destinato a rivoluzionare per sempre la mente e il cuore del protagonista. 'In solitario', diretto da Christophe Offenstein (...) è la storia di uno skipper, Yann, interpretato da François Cluzet, finalmente alle prese con la sua grande occasione: partecipare alla Vendeé Globe, una prestigiosa regata in barca a vela che prevede il giro del mondo 'in solitario'. Yann è pronto a tutto, a domare venti e a cavalcare onde, a soccorrere compagni di regata naufraghi e a riparare eventuali guasti, ma non all'imprevisto. E nel film l'imprevisto è incarnato da un ragazzo nordafricano che per raggiungere clandestinamente la Francia si nasconde a bordo dell'imbarcazione. (...). Dopo essere stato inchiodato a una sedia a rotelle nei panni del tetraplegico coprotagonista della commedia 'Quasi amici', Cluzet questa volta ha affrontato un ruolo che richiedeva grande sforzo fisico e qualche rischio, considerato che il film è ambientato su una vera barca a vela tra vento e mare.
    Alessandra De Luca, 'Avvenire', 21 novembre 2013

    Opera prima ad alto impatto 'fisico' e visivo, 'In solitario' è già un successo in Francia, in cui la popolare regata Vandée-Globe è percepita come top event sportivo e di cronaca. Ad eccezione di una certa retorica del buonismo qua e là disseminata, il film naviga dritto verso il suo obiettivo di genere 'epico-sportivo', ove il piccolo Eroe vulnerabile sfida se stesso attraverso la Natura. Politicamente corretto.
    Anna Maria Pasetti

    Originale, avvincente commedia francese, tratta dalla realtà, una storia di fratellanza e passione sportiva. (...) Un film che piacerà anche a chi soffre il mal di mare.
    Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 novembre 2013

    Girato all'altezza del pontile, spesso a pelo d'acqua, In solitario è un film d'azione che sposta il pathos dagli eventi esterni ai cambiamenti interiori del protagonista, concentrandosi soprattutto sulle dinamiche interrelazionali di Yann. Questo purtroppo rallenta non poco il movimento della narrazione: un problema, per un film che deve (anche) raccontare una gara di velocità.
    Allo stesso modo l'introduzione degli elementi narrativi nella storia è scadenzata con una certa rigidità, come se seguisse le svolte di un format di sceneggiatura. E alcune vicende - la diagnosi a distanza di una malattia, la coesistenza di due barche non rilevata dagli osservatori della gara - appaiono davvero improbabili. Restano valide la regia "acquatica" e la recitazione rabbiosa di Francois Cluzet, sempre efficace quando deve raccontare la battaglia interiore di un uomo che contrappone la propria natura equilibrata alle intemperanze imprevedibili della vita. Molto edulcorato appare invece il ritratto della compagna Marie, e Guillaume Canet è sottoutilizzato nel ruolo di Franck, sulla cui frustrazione di lupo di mare costretto a rimanere a riva si poteva costruire una maggiore tensione narrativa.
    In solitario è un prodotto medio di buona qualità cinematografica che non scontenterà il pubblico ma non lascerà un segno profondo, anche perché almeno due film suoi contemporanei - Vita di Pi e All is lost - hanno aggiunto parecchio al tema dell'incontro-scontro fra l'uomo e il mare, in chiave cinematograficamente più memorabile.
    Paola Casella, Mymovies.it. Novembre 2013

    Un produzione sontuosa, questo In solitario, espressione di una grandeur produttiva che innegabilmente i francesi possono permettersi di sfoggiare. Dalla commedia fino al filmone d'avventura e sentimento, i cugini d'oltralpe sono gli unici che possono vantarsi di poter confezionare prodotti di un livello veramente internazionale, come solo gli americani saprebbero fare. Il regista Christophe Offenstein si è gettato in questa impresa, una maratona di quasi due anni, con gli attori concentrati in uno spazio di 20 metri quadrati circondati da 18 persone di troupe, riuscendo nell'intento di fare un film dove alla fine è comunque l'avventura umana che prevale sulla magnificenza dell'impresa sportiva. Sullo sfondo di tramonti memorabili, il protagonista è caparbio nella sua volontà di isolamento e bramoso della vittoria, e inizialmente rifiuta il ragazzo. Ma ad un certo punto inevitabilmente si affeziona a lui, e anche quando avrebbe la possibilità di lasciarlo andare, un conflitto interiore mette in discussione le sue convinzioni, le onde dell'animo sono più tumultuose di quelle dell'Artico.
    Alessandro Antinori, Movieplayer.it, 10 novembre 2013


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