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ELYSIUM

RegiaNeill Blomkamp
CastMatt Damon (Max), Jodie Foster (Segretaria Delacourt), Sharlto Copley (Kruger), Alice Braga (Frey), Diego Luna (Julio), Wagner Moura (Spider), William Fichtner (Carlyle), Brandon Auret (Drake), Josh Blacker (Crowe), Emma Tremblay (Matilda), Jose Pablo Cantillo (Sandro), Maxwell Perry Cotton (Max ragazzino), Faran Tahir (Presidente Patel), Adrian Holmes (Manuel), Jared Keeso (Rico), Johnny Cicco (Vincente), Adrian Vazquez (Carlo)
GenereDRAMMATICO, FANTASCIENZA
Anno2013
NazioneUSA
DistribuzioneWARNER BROS. PICTURES ITALIA
Durata109'
ELYSIUM
 
Sceneggiatura: Neill Blomkamp
Fotografia: Trent Opaloch
Musiche: Ryan Amon
Montaggio: Julian Clarke, Lee Smith
Scenografia: Philip Ivey
Arredamento: Peter Lando
Costumi: April Ferry
Effetti: Peter Muyzers, Kerner Optical, Image Engine Design, Gentle Giant Studios Inc.
Produzione: QED INTERNATIONAL, ALPHACORE, KNBERG GENRE, IN ASSOCIAZIONE CON MEDIA RIGHTS CAPITAL
  • La Storia
    Anno 2154. La popolazione è suddivisa in due classi: i più ricchi, che vivono su una incontaminata stazione spaziale artificiale chiamata Elysium, e gli altri, che vivono sul sovrappopolato pianeta Terra in rovina. Il Segretario di Stato Delacourt non si ferma davanti a nulla pur di far rispettare le leggi anti-immigrazione e preservare lo stile di vita lussuoso dei cittadini di Elysium. Allo stesso tempo, anche il popolo della Terra non desiste dal provare ad entrare, con ogni mezzo possibile. A cambiare le sorti di milioni di persone potrebbe essere Max, la cui vita è appesa a un filo...
  • La Critica
    4 anni fa, all'uscita di District 9, avevamo salutato con entusiasmo l'ingresso nel mondo del cinema di un regista visionario, tecnicamente esperto e appassionato come Neill Blomkamp. Oggi, dopo aver visto la sua opera seconda, realizzata con un budget assai superiore, non possiamo che confermare il giudizio. Non solo è stato capace di mantenere il controllo sulla storia trasportando sullo schermo la sua visione, ma è anche riuscito a non farsi condizionare dalla presenza di due star hollywoodiane come Matt Damon e Jodie Foster, che si sono messe senza remore e vanità al servizio del film. La fantascienza distopica che Elysium ci racconta è parente stretta di quella di District 9 e prende ispirazione dalle esperienze giovanili di Blomkamp nel natio Sudafrica e dall'osservazione di quanto succede adesso nel mondo, dove si passa dalla separazione solo razziale all'allargamento progressivo della forbice tra i ricchi che hanno tutto e i poveri – di qualsiasi colore – che non possiedono altro che la loro miseria. E' una società basata sempre più sull'esclusione quella nata dalla crisi del capitalismo selvaggio e rappresentata da Blomkamp in un film fortemente radicato nella realtà, anche nell'ambientazione (i ghetti di Città del Messico e la Los Angeles del lusso e delle ville di Beverly Hills). (...) Immancabili gli echi dei film amati dal regista, in particolare in questo caso Robocop, per cui ha una vera e propria passione. Per il resto, come a Rian Johnson, a Blomkamp non interessano più di tanto le regole interne al genere e nemmeno quelle del mondo da lui stesso creato: la fantascienza è solo un mezzo per raccontare in modo appassionante e spettacolare un presente che potrebbe sfociare nel nostro peggior futuro.
    Visivamente il film coniuga ancora, come già District 9, vere location, autentiche performance ed effetti digitali, in un design – esoscheletri, droidi, veicoli - come al solito affascinante e originale. Coi suoi film, Blomkamp fa quello che non riesce a molti suoi colleghi di minor talento: creare avventure dense d'azione folli e coinvolgenti, drammatiche ma con una forte dose di ironia e mai scontate e superficiali, con personaggi dotati di sentimenti, aspirazioni e frustrazioni in cui chiunque può riconoscersi. Il fatto che a questo film fuori dagli schemi hollywoodiani seguirà la “commedia fantascientifica” Chappie - già in preparazione col fido Sharlto Copley e un duo rap sudafricano - è la conferma di un talento che che non ha nessuna intenzione di farsi ingabbiare.
    Daniela Catelli, Comingsoon.it, 19 agosto 2013

    Poche storie: oggi per gli action sci-fi di gusto e senso ci sono in campo solo due nomi, Chris Nolan e Neill Blomkamp. Dopo l’ottimo District 9, il regista sudafricano trova Hollywood, un budget di oltre 100 milioni di dollari, le star Matt Damon e Jodie Foster e un’altra fantascienza distopica: Elysium. Anno 2154, i poveri cristi sono tutti giù per Terra, mentre lassù qualcuno li odia: gli happy few risiedono nella stazione spaziale Elysium, con ville nel verde, robot per vigilantes, capsule mediche che curano ogni male e perfino ringiovaniscono. E’ l’apogeo dell’apartheid, ma c’è chi a L.A. vorrebbe raccorciare le distanze: ex criminale, Max (Damon, tosto) s’è beccato una dose letale di radiazioni in fabbrica, l’unica salvezza è raggiungere una capsula, ma dovrà fare i conti col ministro della Difesa di Elysium (Foster) e il suo braccio armato (il Sharlto Copley di District 9, superbo) e contare sull’amore di una vita (Alice Braga), un amico (Diego Luna) e un boss (Wagner Moura). Dimenticate Man of Steel, Pacific Rim e compagnia brutta, questo è un altro pianeta: eccellenza tecnica, guerrilla style terrestre ed effetti stratosferici, senza perdere di vista il retroterra umano, con il dito che punta Elysium e gli occhi sulla nostra realtà qui e ora. L’accesso alle cure mediche continuerà a discriminare tra ricchi e poveri, dividere tra chi può e chi no, ma Blomkamp non ha risposte di ingegneria sociale: in campo lungo, il ritorno al passato-presente sociopolitico, in primo piano il ritorno al futuro di uno sci-fi con i piedi piantati per Terra. Già, la Terra sovrappopolata, sperequata e prostrata, che il Max bambino ebbe in dono nel cammeo portafoto di una suora: il Paradiso può attendere, ma l’Inferno va lasciato, e anche Dante converrebbe. Mago degli FX, sceneggiatore ancora perfettibile, Blomkamp dà una lezione di regia: sequenze action da antologia, soste uman(ist)e, nuove frontiere poetiche ed estetiche per i big budget hollywoodiani. Speriamo nel pubblico: Neill c’è, e alla grande.
    Federico Pontiggia, Cinematografo.it, 26 Agosto 2013

    (...) è interessante la visione che Blomkamp ha della Los Angeles del 2154, totalmente bilingue (inglese-spagnolo), quasi uguale a quella contemporanea nelle tecnologie e nella moda (veicoli volanti a parte), colma di rifiuti come in Wall-E e non lontana per certi versi dalla fantascienza anni '60, quella dei robot ubiqui che sembrano pupazzoni inerti da fiera di paese. Andando a girare il suo antifuturo nelle vere baraccopoli del Messico, Elysium svela la vicinanza con l'oggi e come la parte più cara all'autore non sia la lotta per la conquista del benessere che i ricchi tengono per sè (ben rappresentato dalla possibilità di guarire da ogni malattia) o lo scontro fisico con i luogotenenti di Elysium presenti sulla Terra (che appare molto forzato nella sua lunghezza) ma sia invece lo sforzo disperato costituito dal sopravvivere e crescere nei ghetti o nelle periferie del pianeta, evitando come possibile l'ubiqua criminalità e inseguendo la vaga speranza di un domani migliore. L'epica di un futuro in cui tutto è andato male che è visivamente identico all'oggi.
    Gabriele Niola, Mymovies.it, agosto 2013

    (...) L'impianto visivo del film è di altissimo livello e sopperisce in parte alle carenze della sceneggiatura. Infatti Blomkamp riesce a sottolineare con una messa in scena accorta le differenze tra i due mondi in cui si muove l'azione, la Terra ridotta ad immane discarica e la paradisiaca Elysium, costruendo immagini ad alto tasso di spettacolarità. Non parliamo solo degli effetti speciali, superbi ed imponenti, ma anche delle scelte nella messa in scena: il regista sudafricano adotta sempre le soluzioni visive migliori per rendere giustizia all'aspetto spettacolare di ogni situazione, alternando panoramiche efficaci ad inquadrature capaci di seguire lo sviluppo dei personaggi. Le stesse sequenze d'azione, pur non numerose, sono ben orchestrate e coinvolgenti e scandiscono con buon ritmo la parte finale della pellicola. Probabile che sia colpa di un'esperienza ancora non adeguata a gestire un film di tali proporzioni, della voglia di spingersi oltre e dimostrare il proprio valore tipica dei secondi film, ma Elysium non riesce a confermare pienamente quanto di buono fatto con il film d'esordio. Le qualità di Blomkamp ci sono, tuttavia, e siamo sicuri che torneranno ad essere in primo piano già nel suo prossimo progetto.
    Antonio Cuomo, Movieplayer.it, 22 agosto 2013
  • Il Regista
    Il regista e sceneggiatore sudafricano Neill Bolmkamp si è trasferito in Canada all'età di 18 anni, iniziando la sua carriera nel mondo del cinema e della televisione come effettista speciale.
    Riconosciuto come uno dei talenti più brillanti dell'industria, Blomkamp è stato candidato a un Emmy Award per i migliori effetti visivi all'età di 21 anni. Poco dopo, è passato alla regia, prima come realizzatore di video musicali e poi nelle pubblicità.
    Si è rapidamente fatto notare come un regista dal talento unico, fondendo efficacemente immagini generate al computer con il live action, mentre intanto inseriva elementi emozionanti, divertenti e di atmosfera. Oltre ad aver diretto pubblicità costose per Nike, Citroen, Gatorade, Panasonic e Namco, Blomkamp ha anche realizzato tanti celebrati cortometraggi, tra cui quello finanziato dalla Wieden and Kennedy, Tempbot, che ha ottenuto il premio per il miglior film al No Spot Short Film Festival. Nel 2004, è stato celebrato come uno dei cinque registi da tenere d'occhio ai First Boards Award, è stato presente al Saatchi & Saatchi New Directors Showcase di Cannes e nella lista ristretta agli Shark Awards. Nel 2005, ha ricevuto un premio per i migliori effetti visivi in una pubblicità per la Citroen ai VES Award in California. Articoli su di lui sono comparsi nelle riviste Shots, Shoot, Campaign e Creativit, mentre ha conquistato tre premi a Londra ai BTAA Award. Recentemente, ha diretto tre pubblicità live action di Halo per la Microsoft.
    Nell 2009 il suo primo lungometraggio District 9 prodotto da Peter Jackson. Una grande metafora cinematografica sui temi del "diverso" e della convivenza. Fantascienza finemente sospesa tra film di genere e autorialità.


ARCHIVIO FILM

IO SONO TU
di Seth Gordon

UNA CANZONE PER MARION
di Paul Andrew

IN TRANCE
di Danny Boyle

ELYSIUM
di Neill Blomkamp

L'INTREPIDO
di Gianni Amelio

UN PIANO PERFETTO
di Pascal Chaumeil

BLING RING
di Sofia Coppola

GRAVITY
di Alfonso Cuarón

TWO MOTHERS
di Anne Fontaine

UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE
di Rocco Papaleo

LA PRIMA NEVE
di Andrea Segre

CAPTAIN PHILLIPS
di Paul Greengrass

ZORAN, il mio nipote scemo
di Matteo Oleotto

VENERE IN PELLICCIA
di Roman Polanski

IN SOLITARIO
di Christophe Offenstein

LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE
di Pierfrancesco Diliberto

BLU JASMINE
di Woody Allen

I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY
di Ben Stiller

PHILOMENA
di Stephen Frears

AMERICAN HUSTLE
di David O.Russell

DIANA
di Oliver Hirschbiegel

THE BUTLER
di Lee Daniels

IL CAPITALE UMANO
di Paolo Virzì

TUTTA COLPA DI FREUD
di Paolo Genovese

THE WOLF OF WALL STREET
di Martin Scorsese

I SEGRETI DI OSAGE COUNTY
di John Wells (II)

12 ANNI SCHIAVO
di Steve McQueen (II)

STORIA D'INVERNO
di Akiva Goldsman

MONUMENTS MEN
di George Clooney

SOTTO UNA BUONA STELLA
di Carlo Verdone

ALLACCIATE LE CINTURE
di Ferzan Özpetek

NOAH
di Darren Aronofsky

FINO A PROVA CONTRARIA - Devil's Knot
di Atom Egoyan

STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI
di Brian Percival