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  • Martedì 8, Mercoledì 9, Giovedì 10 Aprile 2008
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

CAOS CALMO

RegiaAntonello Grimaldi
CastNanni Moretti (Pietro Paladini), Valeria Golino (Marta), Isabella Ferrari (Eleonora Simoncini), Alessandro Gassman (Carlo), Blu Yoshimi Di Martino (Blu Yoshimi – Claudia), Hippolyte Girardot (Jean-Claude), Kasia Smutniak (Jolanda), Denis Podalydès (Thierry), Charles Berling (Boesson), Silvio Orlando (Samuele), Alba Rohrwacher (Annalisa), Manuela Morabito (Maria Grazia), Roberto Nobile (Taramanni), Babak Karim (Mario), Tatiana Lepore (Mamma di Matteo), Beatrice Bruschi (Benedetta), Cloris Brosca (Psicoterapeuta), Antonella Attili (Maestra Gloria)
GenereDRAMMATICO
Anno2007
NazioneITALIA
Distribuzione01 DISTRIBUTION
Durata112'
CAOS CALMO
 
Soggetto: Sandro Veronesi (romanzo)
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Laura Paolucci, Francesco Piccolo
Fotografia: Alessandro Pesci
Musiche: Paolo Buonvino
Montaggio: Angelo Nicolini
Scenografia: Giada Calabria
Costumi: Alexandra Toesca
Effetti: Paolo Zeccara, Franco Galiano M.A.G. Special Effects
  • Note - LE RIPRESE SONO STATE EFFETTUATE A ROMA TRA MAGGIO E GIUGNO 2007.
    - IL FILM È STATO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI.
    - SUONO: GAETANO CARITO.
    - IN CONCORSO AL 58MO FESTIVAL DI BERLINO (2008).
  • La Storia
    La vita di Pietro Paladini viene sconvolta dalla morte improvvisa della moglie Lara. Ad aggiungere sgomento al dolore per la scomparsa della donna amata è anche il fatto che al momento della tragedia Pietro stava salvando la vita di una sconosciuta e lui non sa come spiegarlo alla figlia Claudia, di soli dieci anni. Tuttavia, un'insolita calma lo porta ad osservare il mondo dal finestrino della sua auto, dove si rifugia, giorno dopo giorno, ad attendere sua figlia all'uscita di scuola. In questo suo stato di 'caos calmo', Pietro inizia a rendersi conto che chi gli sta accanto, invece di dargli consolazione, riversa su di lui angosce e problemi. Nonostante ciò è disposto a guidarli e ispirarli verso la salvezza finale per tutti, lui compreso.
  • La Critica
    Moretti si dimostra attore a tutto tondo. Viene voglia di pensare che gli piaccia l'idea di somigliare a quei registi che hanno alternato le due posizioni, al di qua e al di là della cinepresa. Come John Cassavetes, faro di quel cinema innovativo che irruppe sulla scena dei primi anni 60 ma anche interprete indimenticabile di opere a lui estranee, da 'Quella sporca dozzina' a 'Rosemary's baby'. O come Roman Polanski, che qui fa capolino in una brevissima apparizione. Il cast è tutto ben scelto e ben assortito, funzionale ai rispettivi ruoli anche se piccoli. Alessandro Gassman come fratello forma con Moretti una felice strana coppia, Valeria Golino dà l'impressione che non potesse essere che lei a dare corpo alla cognata di Paladini, scombinata, emotiva, spiazzante. Quello che, molto semplicemente, si dice un bel film.
    Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 8 febbraio 2008

    Il film soffre proprio dei suoi pregi. Ha una evoluzione tanto volutamente semplice da risultare trasparente e una regia così essenziale da apparire invisibile. Insomma, il film di buono ha solo la struttura della storia, che è un merito del libro e non del cinema. Grimaldi e company non hanno saputo 'fare cinema' di quelle pagine, solo restituirle fedelmente. Cosa non sufficiente. Inutilmente lo spettatore attende che lo schermo gli offra un'emozione tutta sua, un colore, un sommovimento, una vibrazione non dovuta al racconto. L'encefalogramma della sala rimane piatto, come l'orizzonte. Un 'caos calmo' che non sobbalza mai, non sorprende, non prende. Tanti buoni elementi che però non si trasformano in visione.
    Roberta Ronconi, 'Liberazione', 8 febbraio 2008

    Sa di sinistro il contenuto profondo del film, no? Moretti nudo e hard. Con questa immagine forte per i cinefili, capace di catturare anche quella fetta di pubblico che è sorda invece a ogni richiamo letterario, è stato lanciato 'Caos Calmo' di Antonello Grimaldi, che rappresenta l'Italia alla Berlinale 2008. Fandango lo ha prodotto lasciando a Nanni Moretti il compito di rilavorare i propri dialoghi e di sposare un personaggio realmente vissuto.
    Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 8 febbraio 2008

    Ai fans di Moretti 'Caos calmo' ricorderà inevitabilmente 'La stanza del figlio'. Non tanto per il tema del lutto, quanto perché entrambi il film riescono a raccontare il dolore riuscendo nel contempo ad essere ironici, qua e là addirittura divertenti. La regia di Antonello Grimaldi è essenziale, semplice, invisibile. Nanni Moretti regge il film con grande bravura.
    Alberto Crespi, 'L'Unità', 8 febbraio 2008

    E allora, seggio o panchina? Impegno nel mondo o scavo interiore? La crisi di governo e la storia di Nanni Moretti rischiano di sbilanciare in senso politico la metafora potente e leggera architettata da Sandro Veronesi nel suo romanzo. Sarebbe un peccato perché dietro questa fiaba furente, che sullo schermo acquista invece echi quasi zen, sta una meditazione sul dolore, sul tempo, sulla responsabilità individuale, che il film di Antonello Grimaldi condensa e semplifica, senza impoverirla, in un film diseguale ma emozionante. In fondo è un caso di "serendipity", che è l'arte di trovare una cosa cercandone un'altra. (...) Altro che tv, la tv di cui Pietro/Moretti è dirigente, presa nel travaglio di una fusione aziendale. Forse per tornare a vedere (e a toccare, in tutti i sensi) cose e persone bisogna fermarsi. Difatti intorno a Pietro/Moretti ruota uno dei cast più corali e felici degli ultimi anni. Col governo non è andata proprio così. Per fortuna c'è il cinema.
    Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 febbraio 2008

    Se non ci fosse Moretti, se la storia non fosse totalmente concentrata intorno alla sua bravura e alla sua persona, 'Caos calmo', storia interiore, visione dell'indifferente dolore contemporaneo della gente giovane e ricca, elaborazione semplice di un lutto terribile, sarebbe molto noioso. Però Moretti c'è, per fortuna e chissà perché: e la sua qualità, quella indifferenza alla Michele Apicella, quella sua simpatia affettuosa, danno al film la forza che forse il romanzo non aveva.
    Lietta Tornabuoni, 'L'espresso', 14 febbraio 2008
  • Il Regista
    Nasce a SASSARI nel 1955, si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sull'Emittenza privata in Italia. Nel 1981 si trasferisce a Roma dove frequenta la Scuola di Cinema della Gaumont fondata da Renzo Rossellini. Dopo aver insegnato Storia dello Spettacolo all'Accademia delle Belle Arti di Sassari, attualmente tiene Corsi di Regia cinematografica alla Scuola Golden di Torino. Come regista di lungometraggi ha esordito nel 1990 con la commedia 'Niente ci può fermare'. In precedenza, nel 1983, avesa preso parte al film a episodi 'Juke-Box'. Nel 1995 firma il lungometraggio 'Il cielo è sempre più blu'. Nel 1999 lavora come attore nel discusso 'Guardami', presentato a Venezia, con Elisabetta Cavallotti nei panni di una pornostar. Nel 1999 ha diretto Claudio Bisio in 'Asini'.


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