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  • Martedì 16, Mercoledì 17, Giovedì 18 Ottobre 2007
  • Ore 15:40 - 17:50 - 20 - 22:10

SICKO

RegiaMichael Moore
Cast
GenereDOCUMENTARIO
Anno2007
NazioneUSA
Distribuzione01 DISTRIBUTION
Durata123'
SICKO
 
Soggetto: Michael Moore
Montaggio: Dan Swietlik, Geoffrey Richman, Chris Seward
  • Note - FUORI CONCORSO AL 60MO FESTIVAL DI CANNES (2007).
  • La Storia
    Un'inchiesta sulle falle del sistema sanitario americano, messo a confronto con quello di altri paesi come il Canada, l'Inghilterra, la Francia e Cuba, dove si sono recati per curarsi alcuni soccorritori della tragedia del World Trade Centre, gravemente malati e impossibilitati a sostenere le spese mediche per l'elevato costo delle cure, spesso non coperte dalle loro assicurazioni sanitarie
  • La Critica
    L'applauditissimo 'Sicko' parte da un crudele paradosso (la salute negli Usa è al 37° posto nella classifica mondiale!) e ci ricama sopra con la veemenza che Moore, da bravo predicatore postmoderno, mette in tutti i suoi film. Con meno trucchetti di montaggio ed effetti di regia, stavolta, vista l'estrema delicatezza del tema, e più attenzione alle persone, anche se il dramma non esclude lo humour. (...) Uno sberleffo efficacissimo che More rischia di pagare salato. Poco male, diciamolo: dovessero espellerlo dagli Usa, ci sarebbe da fargli ponti d'oro perché venga a indagare un po' anche in Europa. Ne vedremmo delle belle.
    Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 19 maggio 2007

    Applausi. Polemiche. Invettive. Michael Moore torna a puntare il dito contro la patria americana, mischiando verità e manipolazione, sentimento e rancore, idealismo e furbizia. In 'Sicko' il bersaglio è il sistema sanitario d'oltreoceano, che il ciccione col berrettino s'industria a crivellare per due ore a forza di interviste, riscontri statistici e azioni dimostrative in stile 'Le Iene' o 'Striscia la notizia'. (...) La vena smargiassa da predicatore populista tende all'iperbole e non si perita di strumentalizzare e/o spettacolarizzare il dolore altrui qualora serva alla causa: 'Sicko' può, allora, convincere quando ribadisce la vergogna dei profitti miliardari delle case farmaceutiche, ma anche far sorridere quando inneggia all'efficienza pubblica raggiunta in tema di malattia & cure da Canada, Inghilterra o Francia (perché non informarsi sull'Italia?). La missione cruciale del documentario riguarda inoltre Cuba, dove Michelone ha scortato un gruppo di traumatizzati dall'11 settembre: succede, così, che i martiri del terrorismo abbandonati a se stessi in Usa, nel paradiso di Fidel siano curati con il massimo della professionalità praticamente gratis. Moore spara nel mucchio e qualche preda sicuramente porta a casa, a cominciare dai politici come Nixon o Hillary Clinton che hanno promesso mirabilie senza mai attaccare sul serio le storture del capitalismo sanitario. Peccato che si lasci andare troppo spesso ai suoi umori manichei, come quando suggerisce che Kennedy abbia esagerato con Castro come Bush con Saddam.
    Valerio Caprara, 'Il Mattino', 20 maggio 2007

    "'Sicko' è un film super yankee, paradossalmente autoreferenziale, e funziona solo per un pubblico americano. Per noi europei, abituati alla malasanità nostrana, è divertente ma poco interessante. O meglio, lo è nella sua 'pars destruens', nel viaggio agli inferi della salute gestita delle compagnie di assicurazioni. Lì il film è tostissimo, documentato, travolgente. E sapere che è tutta colpa di Nixon, diciamolo, è una soddisfazione.
    Alberto Crespi, 'L'Unità, 20 maggio 2007
  • Il Regista
    Nasce a FLINT, Michigan (USA il 23-04-1954. Destinato ad un futuro da impiegato nella General Motors, a 22 anni decide di tentare la via del giornalismo e fonda il 'Flint Voice', un quotidiano locale che dirige per dieci anni. Alla fine degli anni '80 inizia l'attività di documentarista con "Roger and Me" (una curiosità: per trovare i fondi per la realizzazione della pellicola organizza a casa sua delle giocate a Bingo) un film assai apprezzato dall'opinione pubblica americana, con il quale il regista lancia un feroce atto d'accusa nei confronti del presidente della General Motors, Roger Smith, e ritrae il disagio sociale dei numerosi operai espulsi dal mercato del lavoro in seguito alla chiusura di una fabbrica della società nel Michigan. Il successo commerciale gli permette di fondare la 'Dog Eat Dog', una casa di produzione con cui realizza le serie televisive al vetriolo "TV Nation" (1994/95) e "The Awful Truth" (1999), da lui anche condotte. Nel 1995 dirige il primo lungometraggio a soggetto, "Operazione Canadian Bacon" (uscito postumo, è l'ultima apparizione sul grande schermo dell'attore John Candy). Il successo internazionale arriva nel 2002 con il pluripremiato "Bowling a Columbine" vincitore, tra gli altri, dell'Oscar 2002 come miglior film documentario. Durante la cerimonia della consegna dei premi, non ha smentito la sua fama di 'personaggio scomodo' e nel suo discorso di ringraziamento ha duramente attaccato il presidente degli Stati Uniti George W. Bush dichiarando: "A nome anche di tutti gli altri candidati a questo premio, vorrei dire che purtroppo viviamo in tempi fittizi, in momenti in cui c'è un presidente fittizio, un uomo che ci manda e ci porta in guerra per ragioni fittizie. Se la realtà è fittizia, noi siamo contrari a questa guerra. Vergogna, vergogna, anche il Papa è contro, Bush sei finito!".
    Al suo attivo ha anche i libri "Downsize This! Random Threats from an Unarmed American", "Adventures in a Tv Nation" scritto insieme alla produttrice Kathleen Glynn e "Stupid White Man...and Other Sorry Excuses for the State of the Nation".


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