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  • Martedì 18, Mercoledì 19, Giovedì 20 Marzo 2008
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

BIANCO E NERO

RegiaCristina Comencini
CastFabioVolo (Carlo), Ambra Angiolini (Elena), Aïssa Mäiga (Nadine), Eriq Ebouaney (Bertrand), Katia Ricciarelli (Olga), Franco Branciaroli (Alfonso), Anna Bonaiuto (Adua), Teresa Saponangelo (Mariateresa Saponangelo – Esmeralda), Awa Ly (Veronique), Billo (Ahamdou), Bob Messini (Dante)
GenereCOMMEDIA
Anno2007
NazioneITALIA
Distribuzione01 DISTRIBUTION
Durata100'
BIANCO E NERO
 
Soggetto: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Maddalena Ravagli Sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Maddalena Ravagli Fotografia: Fabio Cianchetti Montaggio: Cecilia Zanuso Scenografia: Paola Comencini Arredamento: Maurizio Leonardi Costumi: Antonella Berardi Effetti: Giulia Infurna
  • Note - SUONO: BRUNO PUPPARO.
  • La Storia
    Carlo ed Elisa vivono a Roma, formano una splendida coppia, hanno una bambina che adorano e con gli anni si sono costruiti un equilibrio invidiabile. Un giorno, però, quando Carlo conosce Nadine, una donna di colore bella ed elegante sposata con Bertrand, un collega di Elena, la loro vita di coppia subisce un cambiamento che non li farà più tornare indietro...
  • La Critica
    Pur avendo le attrattive di un film che intende soprattutto divertire, con interpreti molto efficaci, 'Bianco e nero' non si sbilancia in profezie su come potrebbe concretarsi la tanto auspicata integrazione. Magari la ferita non è insanabile, ma chissà quanto tempo ci vorrà per approdare all'uguaglianza.
    Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 11 gennaio 2008

    C'è anche molto dolore, con scene furenti, lacrime, accuse, ma, attorno, mentre il problema razziale fa la sua apparizione in modo quasi soltanto allusivo, pur nella sua precisione di cronaca, quell'amore che domina su tutto è rappresentato quasi con levità, smussando gli strappi, pur sempre presenti, e privilegiandovi in mezzo persino l'idea di un sorriso. Grazie anche a una galleria di personaggi solo in apparenza minori, due madri, un padre, amiche di amici, rappresentati ognuno con il suo colore e il suo segno, specie quando è tra questi che si tende a far emergere il problema del razzismo. Svolto, però, da una sceneggiatura e da una regia che sanno restare delicate anche nei passaggi più incisi, riflessi poi da una recitazione che li esprime con meditata esattezza. Carlo, dimesso, sommesso, dolente ma anche appassionato, è Fabio Volo. Elena, non capace di gridare alto ma con misura, è Ambra Angiolini. Nadine è con sensibilità, Aissa Maiga. Non dimentico, però, di sfondo, le due madri, Anna Bonaiuto e Katia Ricciarelli. Tra le chiavi del film.
    Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 11 gennaio 2008

    Da persona seria la Comencini non pretende di dare risposte, si limita a imbastire le contraddizioni del cuore e della società con divertimento e finezza senza perdere di vista le implicazioni amare. In un cast indovinato, con belle partecipazioni di Anna Bonaiuto e Franco Branciaroli, spicca l'interpretazione interiorizzata di Fabio Volo.
    Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 11 gennaio 2008

    Piacerà a chi segue da anni il cinema di Cristina Comencini. Che dal babbo Luigi ha imparato l'arte di raccontare sorridendo cose molto serie. Qui ci riesce, pur partendo da una premessa abbastanza mediocre. E ci riesce perché ha saputo rovesciare con apprezzabile abilità i termini del problema. Il nero vittima dei pregiudizi non è un povero 'vu cumprà' con le pezze al culo domiciliato alla Caritas, ma un plurilaureato, colto e raffinato, il 'capo' di Elena, intellettualmente ed economicamente superiore al suo rivale Carlo. Il quale Carlo alla fine comunque risulta essere il vero eroe della vicenda. L'unico, fra bianchi e neri che fan fatica a sciogliersi dai pregiudizi, che non ha da fare nessuna fatica. Perché sciolto lo è sempre stato.
    Giorgio Carbone, 'Libero', 11 gennaio 2008

    Non c'è cattiveria nella commedia di costume di papà: le indicazioni di percorso sono sempre medie, affinché azione e psicologie mai scandalizzino, e battute (poche) e misfatti non siano né mostruosi né insostenibili. Cristina Comencini, per riequilibrare finemente lo squilibrio 'd'immaginario' tra sviluppo e sottosviluppo, utilizza due semi-attori per i ruoli di bianchi e due colossi internazionali, Aissa Maiga e Eriq Ebouyaney, per i ruoli di neri. Cioè 'Lumumba' di Raoul Peck e la prediletta di Haneke e Tanner. Certo, la domanda clou del film è interessante. Perché abbiamo pochi amici neri e viceversa? Se restituissimo il titolo di miss Italia alla connazionale cui fu tolto: sbriciolassimo la Bossi-Fini: cancellassimo i debiti; sminassimo la Libia e proiettassimo 'Il leone del deserto' nelle scuole, chiedessimo scusa all'Etiopia per i gas tossici e ai somali per ciò che non abbiamo fatto e avremmo dovuto, ecco che forse potremmo avere più di un amico africano. L'amicizia è tra pari.
    Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 11 gennaio 2008

    "'Bianco e nero' è una commedia di costume che viaggia a cento all'ora: ha un grande ritmo e un grande cast, i cui due neri francesi (Aissa Maiga e Eriq Ebouaney, attori che in Francia vantano filmografie di 30-40 titoli) spiccano per talento, bellezza e credibilità. Fabio Volo e Ambra Angiolini, per essere due 'non attori', se la cavano fin troppo bene. L'unico difetto è nell'ambizione di comporre un catalogo esaustivo dei pregiudizi reciproci tra africani e noi: il copione risulta fin troppo zeppo e qua e là, da film sui luoghi comuni, 'Bianco e nero' diventa un film di luoghi comuni. La speranza è comunque che sia un prototipo: e che ne vengano altri, peggiori e - chissa? - migliori.
    Alberto Crespi, 'L'Unità', 11 gennaio 2008

    C'era una volta la deliziosa commedia Usa 'Indovina chi viene a cena' e l'impareggiabile duo Hepburn-Tracy nobilmente chino sui problemi della propria bella figlia bionda, decisa a sposare un negro, colto e prestante, però color cioccolata. (...) Oggi c'è 'Bianco e nero', superficiale edufilm di Cristina Comencini, che narra la favoletta romana del tecnico informatico bianco, qualunquista e qualunque (Fabio Volo) maritato all'attivista pro-Africa e scassaballe (Ambra Angiolini) e pronto a mollare la casa ai Parioli, la figlioletta viziata e la moglie impegnata per mettersi con una splendida donna negra, elegante nelle mises Armani e pantera a letto. Dov'è lo scandalo? Dove la lotta agli eventuali tabù razzisti, sbandierati via Amref, l'associazione umanitaria sponsor del film, giudicato culturalmente interessante, va da sé, dal ministero di Rutelli? Oggi che, sotto gli occhi di tutti, ristagnano i veri problemi della nostra Africa, ossia la dolce Partenope morta di ecoballe, ci stucca
    questa litania sui bimbi del Continente Nero; su quanto sia arduo avere, per compagna, una bonazza di Dakar e su come si debbano chiamare i nostri simili, diversamente colorati. Certo, la regista tendeva alla leggerezza della commedia all'italiana, ma per risultare lievi occorre essere pesantemente attrezzati. Soprattutto di attori in grado di trasmettere un pathos, che non c'è.
    Cinzia Romani, 'Il Giornale', 11 gennaio 2008
  • Il Regista
    Nasce a ROMA nel 1956. Figlia di Luigi Comencini e di Giulia, figlia della principessa Eleonora Grifeo di Partanna, collabora a lungo con il padre come sceneggiatrice: in questa veste firma i televisivi "Il matrimonio di Caterina" (1982), "Cuore" (1984) e "La storia" (1986) ed il lungometraggio cinematografico "Buon Natale, Buon Anno" (1989). Dopo la laurea in Economia e Commercio, con Federico Caffè, esordisce alla regia nel 1988 con "Zoo", cui seguono "I divertimenti della vita privata" (1990), "La fine è nota" (1992, dal romanzo di Geoffrey Holliday Hall), "Matrimoni" (1998). Nel 1995 ha firmato la trasposizione cinematografica del best-seller di Susanna Tamaro "Va' dove ti porta il cuore". Dopo "Liberate i pesci" (2000) e "Il più bel giorno della mia vita" (2001) ha portato sullo schermo con successo il suo romanzo "La bestia nel cuore" nel 2005. La Comencini è anche una apprezzata scrittrice di romanzi. Fra gli altri sono da ricordare "Pagine strappate" (1991), "Passione di famiglia" (1994), "Il cappotto del turco" (1997) e "Matrioska" (2002). Nel 2006 Cristina esordisce nella regia teatrale con la messinscena di un suo testo, "Due partite", un viaggio nell'universo femminile, interpretato da Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo. E' stata la giovanissima madre di due figli in due anni, Carlo e Giulia, mentre il terzo, Luigi, lo ha avuto a 36 anni dall'unione con Riccardo Tozzi, produttore televisivo e cinematografico. L'anno prima era diventata nonna di Tay, figlia del primogenito Carlo, allora diciassettenne. La figlia Giulia Calenda ha collaborato con lei alle sceneggiature di "Il più bel giorno della mia vita" e "La bestia nel cuore".


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